Vi riportiamo ancora i ricordi degli ex compagni del grande Orazio Russo, scomparso qualche giorno fa in seguito ad una malattia, e salutato oggi da tutta la città. E’ il turno di Giovanni Marchese, che di allenamenti con l’ex numero 7 ne ha affrontati tanti, oltre alle battaglie la domenica. Queste le sue parole a Catanista Live:
“La scomparsa di Orazio è un colpo al cuore, una tragedia che nessuno si aspettava. Era un ragazzo d’oro con cui ho condiviso tutto, spogliatoio, camere d’albergo, mi ha fatto sia da dirigente che da allenatore in seconda. Ricordo quando a Siena mi mise al braccio la fascia di capitano in Serie A. Però se chiudo gli occhi vedo il suo sorriso bellissimo.
Sull’idea che circola da ieri: “L’intitolazione del centro sportivo ad Orazio sarebbe una bellissima idea, anche se non decideremo noi. Un pensierino sicuramente lo faranno, ma in ogni caso rimarrà nel cuore di tutti, soprattutto dei ragazzi che ha visto crescere. Ieri alcuni di loro li ho visti piangere, perché tutti gli volevano un gran bene“.
Quel Catania era una vera famiglia: “Potrei raccontarvi di tutte le volte in cui mangiavamo tra un allenamento e l’altro a Massannunziata, oppure gli scontri perché lui giocava sulla fascia destra ed io a sinistra. Era sempre dura contro di lui, poi c’è da dire che eravamo due rompiscatole. Però non ci siamo mai arrabbiati l’uno con l’altro, erano duelli che durante la settimana sfruttavamo al massimo per poter giocare domenica. Anche con De Zerbi tanti aneddoti che ci vedevano protagonisti, perché eravamo una famiglia“.


