Nel corso della puntata odierna di Catanista Live, l’ex tecnico autore della promozione del Catania in C ormai 3 anni fa, Giovanni Ferraro, ha parlato in lungo e largo anche di cose personali e del suo metodo di lavoro:
Il tecnico parte dal bagaglio acquisito nella cittĆ etnea: “L’esperienza di Catania mi ĆØ rimasta totalmente dentro, sono contento di essere rimasto apprezzato come allenatore e come uomo, non finirò mai di dire grazie alla societĆ e a Laneri per l’opportunitĆ . Solo chi passa da lƬ può capire la pressione unita alla gestione di un gruppo importante, tutti dicevano che era sempre un campionato di D ma poi vincere con 31 punti di distacco non ĆØ stato certo facile”.
Sull’attuale squadra prima in classifica nel girone C: “Quest’anno il Catania sta facendo un ottimo campionato con numeri importanti in fase realizzativa e difensiva, Toscano ĆØ un top. Essere aggressivi ĆØ importante ma ricordo che dicevo a Grella di guardare il campo la domenica e la classifica il lunedƬ, lƬ c’ĆØ bisogno di vittoria e meno di prestazioni. Il campionato di C riserva sempre trappole, faccio i complimenti a Toscano perchĆ© sta costruendo una squadra capace di soffrire. Mi ĆØ piaciuto molto quando ha detto che si diverte ad allenare questi ragazzi, questo ĆØ un aspetto importante; mi ricordo che anche a me succedeva di non vedere delle grandi rifiniture il sabato ed ero scontento, poi pensavo al Massimino pronto a sostenerci e mi tranquillizzavo perchĆ© sapevo che avremmo dato tutti qualcosa in più. I giocatori devono stare tranquilli, anche parlare poco aiuta, meglio una parola in meno che in più. Io lo so che sono poco social e poco comunicativo, ma penso che il campo sia il miglior modo di far arrivare le cose. Ho scelto io anche di allenarci a Ragalna perchĆ© preferivo stare lontano dalla cittĆ e fare gruppo”.
Ferraro dopo Catania si ĆØ aggiornato tanto, allenando solo dopo una stagione: “Ć vero che dopo l’esperienza rossazzurra ho avuto un anno sabbatico nonostante le tante offerte ricevute perchĆ© volevo una societĆ adatta alla mia volontĆ di fare, a volte un allenatore deve essere anche bravo a rimanere a casa quando un progetto non ĆØ convincente, vedo un sacco di esoneri dovuti a progetti non validi che poi ricadono su di noi.Ā
Dopo Giugliano tante squadre mi hanno cercato con la volontĆ di vincere ma ho preferito aspettare, alla fine ĆØ arrivato il Catania ed ĆØ stata la cosa migliore. Non allenare non significa uscire dal giro, significa aggiornarsi e studiare, io ho visto il Catania un sacco di volte, ho visto la Casertana e non solo, poi ho conseguito il patentino UEFA Pro. La spinta me l’ha data il Catania, il progetto economico non porta sempre al miglior sbocco per il futuro”.


