Il numero dieci del Catania, Emmanuele Cicerelli, è intervenuto sulle pagine del quotidiano La Sicilia per parlare
“Restiamo con i piedi per terra quando si vince e non facciamo drammi se si perde. Siamo coesi, persone che lavorano per un solo obiettivo. Suderemo sempre la maglia, serve determinazione per arrivare alla vittoria e ci facciamo influenzare poco dai commenti e da quello che succede all’esterno”
“Salernitana squadra forte, noi siamo stati più lucidi. Dopo averla sbloccata abbiamo quasi dominato. Loro arriveranno in fondo, speriamo di arrivarci pure noi. Col Benevento sarà la stessa storia, partita di cartello e spero grande pubblico. Proveremo a portarla a casa. Sappiamo l’importanza che riveste questo confronto. Vivremo la settimana con serenità e consapevoli della nostra crescita. Diciamo che ho un legame più confidenziale con Casasola. Non reagisco e non mi piace il comportamento antisportivo, non vado a insultare l’avversario. Ci si deve divertire concentrandosi, così riesco a dare tutto”
“La decisione di tornare a Catania? C’era stato un confronto con allenatore e direttore. Tutti in società da subito mi hanno fatto capire che fossi al centro del progetto. Ho visto e percepito aria diversa. Dopo una settimana eravamo tutti d’accordo. Il rinnovo, comunicato il 9 agosto, era stato preparato molto prima. Non sono tornato al Catania per conquistare il titolo di capocannoniere a tutti i costi o per realizzare 20 gol. Più per mettermi in mostra e pensare a dare una mano alla squadra. Se realizzassi solo tre o quattro reti, vincendo il campionato, lo sottoscriverei. Mi sento responsabile ma al di là del rinnovo se giochi nel Catania devi esserlo. Lo dobbiamo nei confronti di una tifoseria e di una città che giustamente pretendono rispetto”


