Uno 0-0 interno con il Sorrento non può soddisfare nessuno. Non possono gioire i tifosi, il Catania, la classifica che si sta giocando sul filo del rasoio con la corsa a tre, insieme a Salernitana e Benevento. Ma la cosa più grave è che il punticino arriva dopo la debacle di Cosenza, proprio quando si aspettava una risposta diversa sul piano caratteriale ancor prima che tattico. Anche dopo uno scampato pericolo con la parata su rigore di Dini, una scossa che poteva cambiare le sorti della partita. Nulla di tutto questo.
Ma allarghiamo la riflessione. La vera preoccupazione deriva dalle inquietanti assonanze con lo scorso anno: l’inizio spaziale e la rapida discesa sulla terra; gli infortuni, in media due a settimana (uno annunciato in conferenza, l’altro a sorpresa in distinta); le difficoltà nel mostrare la qualità di una squadra costruita per vincere. Perché tutto ciò? Perché la sensazione di continuo déja vu? Non è tardi per imboccare di nuovo i binari giusti, ma al Catania occorre spiegare a sé stesso il perché delle negatività, senza pensare che i numeri spaventosi sui problemi fisici siano casualità sportive, o che “bisogna fare meglio” sia l’unico monito necessario ad una squadra già in difficoltà.



La squalifica lai cercata di proposito
Muratore
Te ne vaiiiiii facci questo regalo daiiiii