In una lunga intervista rilasciata a La Sicilia, l’esterno Tiago Casasola parla ampiamente del campionato finora disputato dal Catania e individualmente. Comincia proprio dal primo posto per adesso occupato in classifica:
“Il primato a Catania è un motivo di soddisfazione che i tifosi hanno tutto il diritto di godersi, detto questo, non dobbiamo esaltarci oltre misura. Il campionato è lungo e pieno di insidie, e spetta a noi calciatori mantenere viva la spinta con lavoro e continuità. Quando entro in campo non posso fare a meno di lanciare uno sguardo alle tribune; ripensandoci ora mi viene ancora la pelle d’oca. Il tifo qui è caloroso, bello e sorprendente per la categoria, e proprio per questo ci spinge a superare i nostri limiti. Si è instaurato un rapporto bello da coltivare grazie ai risultati, ma non vogliamo adagiarci su quanto costruito finora: siamo i primi a volere questo legame con la gente, e subito dopo il giro di campo torniamo a concentrarci sulle partite che verranno“.
Lo scorso anno con Aloi e Cicerelli, ora infortunati, e l’arrivo in un gruppo nuovo: “Sia chi è rimasto dalla stagione precedente sia noi arrivati da altre squadre condividiamo la stessa ambizione. Io, Cicerelli e Aloi sentiamo forte la voglia di rivincita dopo i risultati della scorsa annata. Dentro di noi c’è grande rabbia che vogliamo trasformare in energia agonistica. I veterani ci hanno introdotto all’ambiente mettendo a disposizione la loro esperienza; i nuovi hanno portato carica e determinazione”.
Sulla possibilità di giocare da braccetto di difesa: “Nell’Under 20 ricoprivo proprio quel ruolo, ma anche da esterno di centrocampo riesco a interpretare le richieste di Toscano e a dare il mio contributo. Mi metto a disposizione di tutti per il bene della squadra. Vincere una tappa volante non garantisce titoli; preferisco pensare al percorso fino alla fine senza ossessionarmi”.
Il pensiero al “titolo” di campioni d’inverno, Tiago Casasola lo fa: “Restare in cima a dicembre potrebbe rappresentare uno step importante verso l’obiettivo finale. Abbiamo un legame profondo con chi sta recuperando e con chi dovrà affrontare percorsi più lunghi: sono tutti con noi, li sento spesso al telefono o li incontro, e idealmente li immaginiamo scendere in campo al nostro fianco“.


