I numeri rappresentano un punto d’appiglio di notevole importanza quando si deve analizzare una fase, un momento vissuto da una squadra nel processo di ricerca di risposte ad alcune difficoltà, e proprio tramite i numeri cerchiamo di capire l’identità del Catania. Come tutte le squadre di Toscano quella rossazzurra è una formazione che ha creato la sua classifica basandosi soprattutto sulla fase difensiva, infatti, la miglior difesa (reti), le 0 reti subite al Massimino e i complessivi 10 clean sheet lo testimoniano. C’è un dato però che deve fare riflettere, se è vero che il Catania è raramente andato in svantaggio, nelle 3 volte in cui si è ritrovato sotto non è mai riuscito a ribaltare il parziale. A Cosenza e a Casarano sono arrivate due sconfitte, mentre a Trapani non si è andati oltre all’1-0. Tutto ciò dimostra che quando le partite si mettono male, soprattutto contro squadre che riescono a mettersi con ordine (e con calci) con tanti uomini dietro la linea della palla, le rimonte diventano difficili.
Da un lato dunque il Catania ha dimostrato una grande solidità che ha permesso di sbloccare il parziale sfruttando spesso gli episodi; dall’altra qualche difficoltà a rimettere in sesto i parziali. È pur vero comunque che gli etnei hanno trovato la via della rete con regolarità e solamente in 3 circostanze sono rimasti a secco. Insomma serve qualcosa in più dal punto di vista offensivo quando il Catania va in svantaggio, perché volente o nolente potrà capitare sovente


