La forza di una squadra in C, per larga parte la si misura dalla capacità di non prendere gol; subito dopo vengono le qualità offensive, mentali e di completezza di rosa. E infatti il Catania è stato primo in classifica fino a sabato, bravo a subire pochissimo trovando sempre il modo di sopraffare l’avversario: a Casarano è successo il contrario. Due occasioni contate create dai padroni di casa nei primi 15 minuti, difesa etnea impreparata, e poi un monologo di possesso e falli che non ha prodotto nulla di buono per i siciliani. Ma analizzando un po’ i numeri ci si rende contro che anche i rossazzurri hanno dei problemini da risolvere.
8 gol subiti in trasferta, che stonano se rapportati agli 0 del Massimino. Perché? Forse distrazione, come accaduto appunto in Puglia, oppure organizzazione tattica diversa. Fatto sta che lontano da casa i rossazzurri sono soltanto la 6^ retroguardia del campionato, e non può andar bene perché di match simili allo scorso ne affronteranno ancora tantissimi. E in generale va cambiato un trend fuori casa che ha visto i rossazzurri vincerne 2, pareggiarne 3 e perderne di nuovo 2, con una differenza reti pari a 0.
Adesso da calendario due sfide abbordabili contro Latina e Picerno, con incroci che potrebbero favorire un ritorno alla prima posizione anche non in solitaria: perché alla fine varrà la sensazione giusta potrebbe essere quella di Toscano, chiamato a cambiare i numeri esterni, secondo cui chi sbaglierà meno vincerà alla fine.



Non è da capolista senza un gioco è
Squadra senza parvenze di gioco…..palla avanti e pedalare….
2 sono le cose O
Dopo aver visto i due rigori regalati alla Salernitana dall’arbitro,e quello negato alla fine all’ Altamura oltre al secondo gol annullato,il primo posto penso che è stato già assegnato.