Catania: crescere per competere, pro e contro della gara con l’Avellino

La sconfitta con l’Avellino non ha fatto male perché il Catania ha fatto intravedere aspetti positivi, ma in avanti manca una punta e serve maggiore esperienza

Il Catania ha giocato un buon primo tempo ed è calato nella ripresa; l’Avellino ha dimostrato di essere esperto e meritatamente capolista; l’Avellino ha un signor attaccante che oggi il Catania non possiede. Se volessimo sintetizzare in tre concetti la sfida del Massimino, basterebbero queste innegabili verità per capire perchè la serie utile del Catania si è arrestata nonostante una partenza incoraggiante ma in realtà c’è molto su cui riflettere. Certamente tra le note positive c’è che il Catania non è così distante dalla prima della classe come un mese fa l grazie ai miglioramenti effettuati. I rossazzurri hanno dato vita ad un primo tempo gagliardo e coraggioso con la linea a due composta da Di Tacchio e De Rose che a tratti è apparsa perfetta; con Lunetta che ha riempito l’area come una punta deve fare, e con una difesa che ha concesso solamente un’invenzione a Patierno. Tutto molto interessante, ma purtroppo per i rossazurri le gare durano novanta minuti.

Nel secondo tempo il calo è stato netto, contraddistinto in primis dalla minore intensità di Di Tacchio che è il vero trascinatore del gruppo. Tutto ciò ha permesso all’Avellino di vincere da vera squadra di C grazie ad un’unica incursione di Cancellotti ed alla doppietta di Patierno. Due tiri, tre punti, gioco spezzettato nella ripresa e campionato quasi in tasca. Questo fa una squadra che vuole vincere il campionato di C, e questo deve imparare a fare il Catania che soprattutto nel primo tempo è arrivato sul fondo, ha dialogato a tratti in maniera interessante, è andato a strappi ma non ha raggiunto ancora la giusta maturità. E poi manca una punta. Ecco una delle note sicuramente negative, almeno in questo momento è rappresentata dalla mancanza di terminale offensivo. De Paoli non è un nove che può agire da unico riferimento nel diamante offensivo, Montalto vive difficoltà ataviche, e Inglese, oggi, non è Inglese. Serve qualcosa di diverso, soprattutto in casa dove il Catania ha ottenuto solo 2 vittorie nel girone di ritorno. Non può essere un caso.

Tra aspetti positivi e meno, una cosa è certa: questa sconfitta non fa poi così male. Il pubblico del Massimino generatore di una cornice tanto fantastica quanto aliena alla categoria, al fischio finale ha salutato la squadra con gli applausi perché si è visto il cuore, si sono viste idee e si è visto un potenziale per l’ultimo mese di stagione. Il merito di tutto è di un’infermeria svuotata e di Toscano. Proprio il tecnico rossazzurro però ha scelto in conferenza di lasciare gli applausi ad altri e di puntare sulla necessità di una crescita e di un miglioramento.  Proprio questa filosofia può essere utile per essere davvero competitivi in ​​avanti. Ovviamente nei playoff non ci saranno altri Avellino, ma in primis ci dovrà essere un Catania capace di alzare l’asticella perché servirà maggiore continuità nei novanta minuti, maggiore concentrazione, maggiore cinismo, servirà praticamente uno step ancora da compiere in ogni caso per il futuro.

Subscribe
Notificami
guest

0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Il tecnico Viali potrebbe non cambiare molto tatticamente ma cercare un nuovo equilibrio votato all’attacco...
Viali ha spesso adottato in carriera la difesa a quattro e per il Catania porterebbe...
Salvatore Caturano
Il Catania dovrà fare a meno di Rolfini e Forte dunque è aperto il ballottaggio...

Altre notizie