Il 19 marzo rappresenta una data importante per il Catania, non solo perché si tratta della festa di tutti i papà rossazzurri, ma anche perché ricorre l’anniversario del ritorno nel calcio dei professionisti. Sono trascorsi già due anni da quel pullman scoperto, i sigari e i sorrisi, ma di fuochi d’artificio non se ne sono visti altri, eccezion fatta per la conquista della Coppa Italia. Ecco tirando le somme, da allora ad oggi il Catania ha vissuto di alti e bassi, in maniera estemporanea non riuscendo a costruire più di tanto ma togliendosi una soddisfazione frutto di sfide da dentro o fuori, più che di un percorso.
Quattro allenatori, due Direttori Sportivi e oltre cinquanta giocatori dopo, il Catania si trova a dover costruire ancora su una base che deve consolidarsi, ma soprattutto deve ristrutturarsi a livello societario. Ciò che è mancato non è stato tanto gli interventi, quanto il tempismo e la correttezza delle scelte. Il club etneo dovrà migliorare certamente nella valutazione temporale delle cose da fare e da dire, e nel compiere passi giusti affidandosi agli uomini giusti. Insomma l’auspicio da parte della tifoseria è che il passato possa aver insegnato qualcosa per poter vivere in futuro magari altri pullman scoperti in categorie superiori.


