Raffaele: “A Catania tutti in difficoltà se non si lotta per vincere, su D’Andrea e Pagliai…”

Il tecnico del Cerignola ha riparlato del suo passato al Catania e analizzato il mercato, oltre alla situazione di D’Andrea

L’ex tecnico del Catania è attuale allenatore del Cerignola, Giuseppe Raffaele, è intervenuto ai microfoni di Telecolor per parlare della sfida di domenica e non solo. Ecco le sue parole:

D’Andrea con me le ultime 7 gare più quella dei playoff lo scorso anno ha fatto 7 gol e ha chiuso la stagione con 16 reti complessive. È un giocatore moderno, generoso. Se non riesci ad incidere un pò di demerito da parte del calciatore c’è, ma Catania è una piazza nella quale se non ti trovi a lottare per vincere, tutti vanno in difficoltà. Il Catania deve sempre lottare per le posizioni di vertice, altrimenti si creano difficoltà difficili da gestire. Ma è anche il bello di questa piazza perchè quando ti aggrappi ai primi posti una tifoseria così ti da quel quid in più. Spero che D’Andrea riesca a ritrovare quella tranquillità mentale che gli è mancata. Lui ha fiuto del gol e doti tecniche, lo ritengo davvero un giocatore importante”

“Pagliai è un calciatore di grandissima prospettiva, forse il migliore in quota under di tutta la Lega Pro. Il  punto è sempre quello: il salto da una piazza come Picerno a Catania. Sotto l’Etna si diventa giocatori o si cresce nelle situazioni. Posso confermare che è un giocatore molto quotato. Si parlava soltanto di Serie B per lui, ma forse nel suo entourage preferiscono che faccia ancora la Lega Pro. Allegretto? Se dovesse approdare in Sicilia è un elemento dotato di una buona struttura. Mi piace tanto, viene da un periodo in cui non ha giocato ma possiede un bel piede, intelligente, pulito nelle uscite. Anche qui, però, si riscontra il passaggio da una realtà che ti consente di sbagliare”

“La mia esperienza a Catania? Dal punto di vista dei risultati stavamo facendo bene, l’espressione di gioco a Catania invece non mi è mai piaciuta per quello che è il mio modo di intendere il calcio. Ma tanto derivava dall’anno molto difficile. L’80% dell’organico andò via. Ci siamo rimessi in corsa, poi ci furono delle cessioni importanti. Pecorino, Biondi, tanti ragazzi che stavano facendo bene. Poi a livello societario, 6 mesi dopo o giù di lì, si disse che il Catania aveva mille problematiche. In realtà quell’anno se non avessimo ceduto Pecorino non avremmo neanche finito la stagione. Era il nostro capocannoniere e non fu sostituito in maniera adeguata quando si parlava dell’avvento di Tacopina. Cercavamo anche con l’abilità di Pellegrino di nascondere tante situazioni negative che portarono purtroppo al fallimento, soltanto posticipato“

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1 anno fa

E infatti non si lotta quasi mai per vincere appunto😂😂😂😂

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