Pagellone: il centrocampo è la nota dolente del Catania

Le valutazioni sul centrocampo dei rossazzurri non possono che essere negative, con Sturaro peggiore dei suoi soprattutto in virtù delle aspettative create dalla società

Dopo portieri e difensori, adesso è il turno del ‘Pagellone’ riguardante i centrocampisti, vera nota dolente dell’annata. La mediana è da sempre il ruolo cruciale per una squadra e proprio la pancia è stata la zona dove i rossazzurri hanno sofferto maggiormente fra condizione fisica e rendimento altalenante. Ecco le valutazioni dei protagonisti da gennaio in poi:

WELBECK 5,5 –Il lampo della gara giocata contro l’Atalanta U23 non salva cinque mesi discontinui in cui sono state più le prestazioni negative di quelle soddisfacenti. Tutti eravamo consapevoli che le geometrie non fossero il suo forte, ma spesso è mancata anche la grinta e la cattiveria

ZAMMARINI 6,5 – Uno dei pochi a salvarsi sotto tutti i punti di vista. Le quattro reti complessive non rappresentano un dato che fa la differenza, ma l’impegno, la dedizione e la corsa in aiuto dei compagni certamente sì. A volte non è stato appariscente, ma il suo contributo si è notato con il volume in mediana e gli inserimenti senza palla. Purtroppo anche lui ha vissuto di alti e bassi

TELLO 5,5 – Il voto non può che essere negativo per un giocatore che avrebbe dovuto fare la differenza, ma che in realtà si è fatto notare più per le polemiche sorte per via della sua assenza. Rimane l’arcano di una esclusione per infortunio lunga e nebulosa, ma ai playoff qualcosa si è intravista

NDOJ 5 – L’ex Brescia è il classico giocatore da amore e odio che in una partita può fare la differenza ma nelle sei successive puoi non accorgerti che stia giocando. Troppo volubile e legato alla sua tecnica che però in terza serie non fa la differenza. La condizione fisica precaria ha fatto il resto

STURARO 4,5 – Il voto è estremamente basso perchè figlio della legge del contrappasso generata dalla comunicazione societaria. Il suo arrivo in pompa magna lo ha configurato come il Messia, quando i dubbi sul suo apporto e la cautela dovevano essere al centro di ogni dibattito. Di lui si ricorda l’espulsione all’esordio, un’ottima semifinale di Coppa Italia e tante proteste contro le decisioni arbitrali

PERALTA 6 – Arrivato come trequartista o esterno del 4-2-3-1, alla fine l’argentino si stava imponendo come mezzala, ma il fisico non ha retto. La sua visione e la sua interpretazione tattica possono essere armi importanti anche in ottica futura

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