Sono passati esattamente 365 giorni da quando il Catania ha festeggiato alzando al cielo il trofeo da campione di Serie D, vinta matematicamente più di un mese prima con tanti, esagerati, punti di vantaggio sulla seconda. Una serata piena di sorrisi, tra coreografie e fuochi d’artificio, con più di 20.000 tifosi presenti al Massimino per una festa come non se ne vedevano da tantissimo tempo in una città martoriata da anni di stenti calcisticamente parlando. Avversario di quella bella sera, il Santa Maria Cilento battuto 2-0.
Da quella festa, da quei sorrisi, pochini per la verità: la Coppa, sì, ma con l’ombra riflessa di un campionato “agonisticamente” terminato per il Catania solo due giorni fa. Tra i due momenti, una primavera/estate che ha fatto emergere tutta l’inesperienza di una società collezionista di sbagli fino ad oggi, tra mercati e gestioni delle situazioni extra campo su cui si è intervenuti cercando di raddrizzare, ma forse peggiorando solo le cose. Adesso i play-off, prima di inaugurare una stagione che dovrà segnare un cambio di rotta da tutta la dirigenza.


