Chissà quanto deve essere bello, oggi, chiamarsi Alessio Castellini da Brescia. Contro il Rimini ieri sera un’altra prestazione da sogno in una cornice di pubblico da brividi, a coronazione di una crescita esponenziale e continua da quando è cominciata la stagione. Partiamo dal gol, quasi inaspettato quando tutti si aspettavano ormai di dover soffrire almeno altri 30 minuti di supplementari dopo una partita combattuta a viso aperto da entrambe le formazioni: se il controllo è il primo fondamentale del calcio, il suo stop prima del tiro che ha gelato gli avversari è roba da far vedere nelle scuole, ai ragazzini.
Lui che fondamentalmente un ragazzino lo è ancora, dovendo compiere 21 anni, spiega perfettamente come la testa rappresenti il 70% di una prestazione per un giocatore: parte da difensore centrale dovendo tenere d’occhio un attacco che vanta Morra (16 reti in stagione) e Lamesta, il giustiziere nella gara d’andata, per poi spostarsi sulla fascia sinistra nel secondo tempo. Lo fa mantenendo la solita concentrazione, mista all’eleganza degli interventi.
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