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Lulù Oliveira: “La tifoseria catanese è unica, vi racconto quella partita a Messina che firmai con una tripletta”

Le dichiarazioni rilasciate a Catanista News dall'ex attaccante rossazzurro Lulù Oliveira, anche in vista di Messina-Catania, scontro che più di vent'anni fa lui stesso decise con una tripletta

Intervenuto nel corso della trasmissione “Catanista News“, l’indimenticato attaccante rossazzurro Lulù Oliveira ha parlato del Catania di oggi e di ieri, tra momenti amarcord e ricordi di vecchi derby:

La cosa più importante per me è stata quando il mio procuratore mi disse che avevamo un accordo con il Catania. Mi disse che lì la tifoseria è un inferno, nel senso che ha fame e se le cose non vanno molto bene si rivoltano, ma io gli risposi che non mi tiro mai indietro e a me le sfide piacciono. Quando arrivai all’aeroporto mi venne la pelle d’oca, nonostante conoscessi le tifoserie brasiliane o del Belgio, perché la gente era impazzita positivamente e mi diede una grande spinta. Volevo fare bene restituendo l’affetto ricevuto. Quando sento che i giocatori hanno “timore” della piazza, capita solo perché non hanno capito come approcciarsi. Se il tifoso vede quanto un giocatore si impegna, e le cose vanno comunque male, la squadra paga il conto ma del singolo avranno comunque una buona opinione.

Il 3-3 a Messina? La settimana prima dei derby, i tifosi venivano a caricarci. In quel momento parlai con i miei compagni dandogli una svegliata, sapevamo di non poter sbagliare questi impegni. Negli spogliatoi ci tenevo a far sentire la mia voce da capitano della squadra. Quella partita i giallorossi giocavano in casa e i tifosi li spingevano tanto, quando sono andati in vantaggio anche io ebbi un pizzico di paura, poi siamo riusciti a pareggiare con quel gol bellissimo e tenere duro anche quando loro si riportarono sul 3-1 momentaneo. Poi l’abbiamo ripresa sul 3-3 con i miei gol e festeggiare sotto la curva dei nostri tifosi fu bellissimo. In quella squadra c’erano personalità come Monaco, Fusco, Zeoli, tutti con grande cuore e personalità, in partite come queste l’allenatore fa le scelte e deve trasmettere la carica giusta. 

Il Catania oggi non merita di stare in quella categoria, ha sempre la stessa fame e questa cosa non cambierà mai. Piano piano penso e spero che la nuova società possa trovare un imput ancora più forte per arrivare prima o poi alla Serie A, da quando è arrivato Lucarelli già si vede un cambio di passo nella squadra”.

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