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Catania, Lucarelli: “Dobbiamo avere entusiasmo e non euforia, l’avversario di domenica è pericoloso”

Le impressioni del tecnico prima del match contro la Virtus Francavilla, tra avversario, momento della squadra e formazione

Ha parlato nella consueta conferenza pre-partita il tecnico del Catania FC Cristiano Lucarelli, rilasciando le sue impressioni sull’avversario, sul momento dei suoi e non solo:

Questi tre risultati hanno migliorato l’autostima e la convinzione di poter fare bene. L’entusiasmo deve rimanere, senza trasformarsi in euforia perché poi diamo per scontate certe cose. Falletti? Non ci penso, ma in generale pensare a gennaio adesso sarebbe ancora peggio di essere euforici. Il Francavilla è da tanto anni che sta in C ed è una realtà che lancia tanti giovani. In questi anni ha rotto le scatole un po’ a tutti, poi hanno cambiato da poco allenatore e so perfettamente che dovremo sudare sette camicie per imporci su di loro. Il nuovo allenatore tra l’altro ha delle ottime idee, che ha fatto una salvezza miracolosa con il Cosenza, ha fatto bene ad Olbia. Probabilmente per tanti aspetti è la partita più difficile per noi da qui alla fine del girone di andata. La partita si gioca in tanti modi, non possiamo pensare di giocare sempre schiacciando l’avversario 95 minuti nella sua metà campo. Ci sono tanti momenti e dobbiamo leggerli bene. Per non parlare poi del fatto che qua a Catania la situazione è ancor più particolare per un giocatore, perché ad esempio domani si troverà a giocare davanti ad un pubblico di Serie A, poi la prossima davanti a 400 persone, non è facile eh. Passi da una emozione data da un tifo unico in questa categoria, poi la volta dopo sei in un campetto. In questo senso devono essere bravi i calciatori, non deve interessarci cosa c’è fuori dal campo.

Quando sono arrivato è stato martedì e sabato si giocava. Questa settimana altre tre partite, quindi il lavoro fatto finora è stato soprattutto volto al recuperare le forze. L’unica vera settimana di lavoro completa è stata quella prima del Giugliano. Ovviamente è stato più facile lavorare sulla testa e sull’autostima grazie ai risultati, però dei concetti si cominciano a vedere, basta vedere i gol che abbiamo fatto mercoledì. Però non posso essere soddisfatto al massimo tatticamente, serve ancora tempo.

“Quei 4-5 concetti li hanno già recepiti, ma ne voglio vedere di più. Poi bisognerà lavorare a soluzioni alternative, anche a partita in corso perché gli avversari ti studiano, quindi rilassato non lo posso essere. Sereno e fiducioso sì. Più legna in cascina mettiamo e meglio è, cerchiamo di creare una mentalità che permetta il filotto di vittorie ma senza allentare la presa, dobbiamo essere feroci come se avessimo perso. A me l’esperienza dice che è molto più difficile non mollare l’osso quando ce l’hai in bocca, è più facile preparare una partita quando perdi perché sei arrabbiato e non vedi l’ora di rimediare. Poi ci sono le categorie, nei calciatori ma anche nei gruppi che formano, e si vede la mentalità di un gruppo. Se vinci e sei soddisfatto rischi di perdere di vista il dettaglio da migliorare, e quello è un problema. Sono comunque contento delle risposte dei giocatori, alcuni sinceramente da fuori mi sembrava avessero mollato, e invece i risultati stanno dimostrando il contrario, li ho sentiti nel mio ufficio quasi tutti. Se riusciamo a creare uno zoccolo duro di giocatori e ne aggiungiamo 3-4 per sessione di mercato, crediamo qualcosa di importante. Se ne cambi ogni volta 15 sei sempre punto e a capo, come un F1 vediamo cosa salvare e programmiamo. Proviamo a vincere, anche tramite i playoff vista la classifica, se non ci riusciamo abbiamo lavorato e costruito per essere protagonisti il prossimo anno.

Infortunati veri e propri no. Oggi abbiamo fatto un cambio lista, togliendo Rizzo infortunato e inserendo Popovic per avere un giocatore disponibile in più. La formazione la fanno i giocatori, non l’allenatore. Quello che mi fanno vedere mi fa decidere, poi vabbè ci sono degli accorgimenti tattici da prendere, ma alla fine sempre i giocatori mi danno le indicazioni.

Il presidente Pelligra? Questa settimana non l’ho sentito, so che arriverà prima di Natale, quando ci incontreremo parleremo a tutto tondo, anche perché non è che in inglese sia così bravo io”.

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