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Catania, una rimonta che fa felici
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Ultimamente ne avevamo perso traccia. Di cosa? Ma certo, della “Ri-Montella”! L’ultima, infatti, risale alla fine di Ottobre, a quel Catania-Napoli conclusosi con un 2-1 a favore dei rossoazzurri i quali, dopo essere passati in svantaggio al 1’ minuto di gioco con Cavani, sono tornati con la testa avanti grazie ai goal di Marchese e Bergessio. Lo dicono tutti: questo è un Catania che non muore mai. E non si tratta solamente di una frase fatta, di un enunciato che serve solamente ad allungare il brodo in un pezzo giornalistico, quanto la pura e semplice verità. E’ un Catania, questo, che non si arrende davanti alle prime, insormontabili difficoltà, un Catania, è vero, molte (troppe) volte disattento, che spesso e volentieri lascia campo e spazio agli avversari, ingenuo in alcuni frangenti della gara, ma che non si scoraggia, non si dà mai per vinto e va sempre a prendersi quello che gli è stato tolto.
Il primo quarto d’ora è sempre il periodo di gioco più difficile per la squadra di Vincenzo Montella, periodo in cui spesso e volentieri ha rischiato di compromettere partite ancora prima del poterle giocare degnamente, ancora prima di avere il tempo di giocare al pallone e di far vedere di che pasta è fatta all’avversario di turno, indipendentemente dal suo blasone. Va bene che siamo in clima natalizio, però fare certi regali ad un Parma ordinato e pungente per ampi tratti della prima frazione di gioco, appare decisamente troppo!
Il 3-5-2 montelliano, stavolta, non ha dato i frutti sperati: Marchese schierato da centrale come a Novara è stato forse, col senno di poi, un piccolo rischio che andava comunque corso, forse perché il mister si trovava in un vicolo cieco vista l’assenza di Spolli e le ultime prestazioni poco convincenti di Potenza. In generale, la zona sinistra del campo è parsa ai più poco incisiva, con poco mordente e poco d’aiuto alla manovra. La difesa - e non solo sui tre goal - ha dato l’impressione di essere allo sbando più totale, con errori di posizione e di marcatura che hanno rischiato di compromettere l’esito della gara.
Fortuna vuole che Montella, pur essendo un tecnico giovane ed alle prime armi, sia un uomo che sappia leggere in maniera quasi perfetta le partite possedendo, inoltre, la facoltà (o anche una giusta dose di buona sorte, perché no) di azzeccare i cambi e di mutare il’intero corso del match. Dalla panchina, infatti, giunge il pareggio etneo: dentro Ricchiuti, Gomez e Catellani, per un Catania che trasforma il suo assetto tattico, passando dal poco incisivo 3-5-2 ad un 4-3-3 in stile match Palermo. Rossoazzurri senza alcun intenditore puro in mediana e con un 11 pieno zeppo di trequartisti e punte. Esperimento riuscito perché proprio dai cambi arriva la svolta. Gomez si procura il rigore che Lodi realizza e Catellani completa l’opera a pochi minuti dalla fine.
Ecco, pertanto, la dimostrazione lapalissiana del concetto tattico di Vincenzo Montella: non esiste un modulo per giocare in casa, così come non esiste un modulo da trasferta: semplicemente, esiste un modulo cucito su misura in base all’avversario di turno. Tutto sommato, il ragionamento è corretto e non fa una grinza. Per esempio, il 3-5-2 di ieri poteva rappresentare l’arma giusta per fare male a questo Parma, però la presenza in campo di Giovinco all’ultimo secondo ha scombussolato un po’ i piani degli etnei, apparsi in netta difficoltà sulle sgroppate palla al piede della “Formica atomica” e delle verticalizzazioni immediate e precise per l’unica punta Floccari.
Una nota di merito, prima di avviarci alla conclusione, va fatta al giovane Andrea Catellani. Da “Golden Boy” dell’Emilia a “Mister nessuno”, il passo sarebbe stato davvero breve. Tanta buona volontà messa in campo dal giovane attaccante emiliano non era bastata per consacrarlo, ancora, nell’Olimpo del calcio. Tanti i goal divorati sottoporta, roba da non credere. Troppa, invece, l’ansia da goal che affliggeva questo ragazzo di belle speranze. Non era affatto semplice entrare in un momento della gara così delicato per la sua squadra, per altro a pochi minuti dal triplice fischio finale, eppure il buon Catellani ha fatto vedere di che pasta è fatto, confermando il bene che si diceva di lui, scaricando con tutta la rabbia che aveva in corpo quel pallone servito magistralmente da Lodi proprio alle spalle del portiere parmense. Complimenti davvero, piccolo campione!
Il 2011, con i match di ieri, si è concluso anche per il Catania. Un anno difficile, costellato da alti e bassi, da esoneri, da polemiche, da salvezze risicate nonostante il record di punti e quant’altro. Un anno che ha visto Lo Monaco litigare, in estate, con Pulvirenti, dove la rottura sembrava insanabile e l’addio dell’A.D appariva ormai certo e inevitabile. Un anno che ha visto Vincenzo Montella sedersi sulla panchina rossoazzurra e fare un piccolo miracolo, grazie ai 22 punti accumulati in 16 gare di campionato e un lusinghiero 8° posto in graduatoria. L’augurio di un sereno Natale e di un felice anno nuovo va a tutti i tifosi etnei, che in qualsiasi circostanza e ovunque si trovino non smettono mai di sostenere questa squadra, la loro squadra. Nella speranza che il 2012 sia l’anno del Calcio Catania. Noi, in fondo, ce lo auguriamo davvero di cuore e ci crediamo, perché la speranza che le cose possano andare bene è sempre l’ultima a morire.
Parma-Catania 3-3
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